Codice deontologico


INTRODUZIONE AL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO DEL MCB

La normativa vigente impone che ogni professione o arte sanitaria sia dotata di un proprio codice deontologico che regoli e disciplini la professione con norme ben chiare e un idoneo regolamento di autodisciplina.

In mancanza di un codice dettato dalle istituzioni preposte o da un albo professionale, l'Associazione Italiana Massoterapisti ha ritenuto opportuno assolvere a questa mancanza mediante l'adozione di un proprio codice deontologico che possa diventare un esempio da seguire per tutti i professionisti di sanità .

I vari articoli contengono delle norme generiche che evidenziano i comportamenti pi๠comuni da seguire e dettino le linee guida per un atteggiamento formale nel rispetto della deontologia professionale.

Un operatore sanitario attento ottiene certamente il rispetto del paziente e degli altri professionisti con cui collabora e si rapporta ogni giorno durante l'attività  lavorativa.

Il codice contiene anche le norme sanzionatorie verso chi non osserva quanto contenuto nel presente codice deontologico, sperando non debbano mai essere applicate.

 

Il Presidente Nazionale

Marco Oriolo


art. 1 -Premessa

Il Massaggiatore e Capo Bagnino degli stabilimenti idroterapici è l'operatore sanitario, esercente un arte sanitaria, che su indicazione del medico, nell'ambito delle proprie competenze, provvede direttamente alla cura, riabilitazione e recupero funzionale del paziente mediante massoterapia, idroterapia e balneoterapia come indicato dal Regio Decreto 31 maggio 1928, n. 1334 e dall'art. 6 del D.P.R. 14 marzo 1974 n. 225.  In autonomia esegue anche attività   di massaggio igienico e sportivo e collabora con le altre figure in ambito sanitario e riabilitativo. La riabilitazione è al servizio della persona e della collettività  e si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari, di natura tecnica, relazionale ed educativa. La responsabilità  del Massaggiatore e Capo Bagnino consiste nel curare e prendersi cura della persona, nel rispetto della vita, della salute, della libertà  e della dignità  dell'individuo. Il Codice deontologico guida il Massaggiatore e Capo Bagnino nello sviluppo della identità  professionale e nell'assunzione di un comportamento eticamente responsabile. E' uno strumento che informa il cittadino sui comportamenti che può attendersi dal Massaggiatore e Capo Bagnino.


art. 2 - Principi etici della professione

Il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e dei principi etici della professione è condizione essenziale per l'assunzione della responsabilità  delle cure riabilitative. Il Massaggiatore e Capo Bagnino riconosce la salute come bene fondamentale dell'individuo e interesse della collettività  e si impegna a tutelarlo con attività  di prevenzione, cura e riabilitazione. Il Massaggiatore e Capo Bagnino riconosce che tutte le persone hanno diritto ad uguale considerazione e le assiste indipendentemente dall'età , dalla condizione sociale ed economica, dalle cause di malattia. Il Massaggiatore e Capo Bagnino agisce tenendo conto dei valori religiosi, ideologici ed etici, nonchè della cultura, etnia e sesso dell'individuo. Nell'agire professionale, Il Massaggiatore e Capo Bagnino si impegna a non nuocere, orienta la sua azione all'autonomia e al bene dell'assistito, di cui attiva le risorse anche quando questi si trova in condizioni di disabilità  o svantaggio. Il Massaggiatore e Capo Bagnino contribuisce a rendere eque le scelte allocative, anche attraverso l'uso ottimale delle risorse. In carenza delle stesse, individua le priorità  sulla base di criteri condivisi dalla comunità  professionale.

art. 3 - Norme generali

Il Massaggiatore e Capo Bagnino aggiorna le proprie conoscenze attraverso la formazione permanente, la riflessione critica sull'esperienza e la ricerca, al fine di migliorare la sua competenza. Il Massaggiatore e Capo Bagnino fonda il proprio operato su conoscenze validate e aggiornate, cosଠda garantire alla persona le cure e l'assistenza pi๠efficaci. Il Massaggiatore e Capo Bagnino assume responsabilità  in base al livello di competenza raggiunto e ricorre, se necessario, all'intervento o alla consulenza di esperti. Riconosce che l'integrazione è la migliore possibilità  per far fronte ai problemi dell'assistito; riconosce altresଠl'importanza di prestare consulenza, ponendo le proprie conoscenze ed abilità  a disposizione della comunità  professionale. Il Massaggiatore e Capo Bagnino riconosce i limiti delle proprie conoscenze e competenze e declina la responsabilità  quando ritenga di non poter agire con sicurezza. Ha il diritto ed il dovere di richiedere formazione e/o supervisione per pratiche nuove o sulle quali non ha esperienza; si astiene dal ricorrere a sperimentazioni prive di guida che possono costituire rischio per la persona. L'agire professionale non deve essere condizionato da pressioni o interessi personali provenienti da persone assistite, altri operatori, imprese, associazioni, organismi. In caso di conflitto devono prevalere gli interessi dell'assistito. Il Massaggiatore e Capo Bagnino non può avvalersi di cariche politiche o pubbliche per conseguire vantaggi per sè od altri. Il Massaggiatore e Capo Bagnino può svolgere forme di volontariato con modalità  conformi alla normativa vigente: è libero di prestare gratuitamente la sua opera, sempre che questa avvenga occasionalmente. Il Massaggiatore e Capo Bagnino, in situazioni di emergenza, è tenuto a prestare soccorso e ad attivarsi tempestivamente per garantire l'assistenza necessaria. In caso di calamità , si mette a disposizione dell'autorità  competente.


art. 4 - Rapporti professionali con colleghi e altri operatori

Il Massaggiatore e Capo Bagnino collabora con i colleghi e gli altri operatori, di cui riconosce e rispetta lo specifico apporto all'interno dell'èquipe. Il Massaggiatore e Capo Bagnino tutela la dignità  propria e dei colleghi, attraverso comportamenti ispirati al rispetto e alla solidarietà . Si adopera affinchè la diversità  di opinione non ostacoli il progetto di cura. Il Massaggiatore e Capo Bagnino ha il dovere di auto valutarsi, e di sottoporre il proprio operato a verifica, anche ai fini dello sviluppo professionale. Nell'esercizio autonomo della professione Il Massaggiatore e Capo Bagnino si attiene alle norme di comportamento deontologico; nella definizione del proprio onorario rispetta il vigente Tariffario. Il Massaggiatore e Capo Bagnino tutela il decoro del proprio nome e qualifica professionale anche attraverso il rispetto delle norme che regolano la pubblicità  sanitaria. Il Massaggiatore e Capo Bagnino è tenuto a segnalare ogni abuso o comportamento contrario alla deontologia, attuato dai colleghi.


art. 5 - Rapporti con le istituzioni

Il Massaggiatore e Capo Bagnino, ai diversi livelli di responsabilità , contribuisce ad orientare le politiche e lo sviluppo del sistema sanitario, al fine di garantire il rispetto dei diritti degli assistiti, l'equo utilizzo delle risorse e la valorizzazione del ruolo professionale. Il Massaggiatore e Capo Bagnino compensa le carenze della struttura attraverso un comportamento ispirato alla cooperazione, nell'interesse dei cittadini e dell'istituzione. Il Massaggiatore e Capo Bagnino ha il dovere di opporsi alla compensazione quando vengano a mancare i caratteri della eccezionalità  o venga pregiudicato il suo prioritario mandato professionale. Il Massaggiatore e Capo Bagnino, ai diversi livelli di responsabilità , di fronte a carenze o disservizi provvede a darne comunicazione e per quanto possibile, a ricreare la situazione pi๠favorevole. Il Massaggiatore e Capo Bagnino riferisce a persona competente e all'autorità  professionale qualsiasi circostanza che possa pregiudicare  la qualità  delle cure, con particolare riguardo agli effetti sulla persona. Il Massaggiatore e Capo Bagnino ha il diritto e il dovere di segnalare le situazioni in cui sussistono circostanze o persistono condizioni che limitano la qualità  delle cure o il decoro dell'esercizio professionale.

 

art. 6 Procedimenti disciplinari

Il procedimento disciplinare è attivato dalla Presidenza Regionale che, raccolte le informazioni, ne dà  comunicazione all'interessato e al Presidente Nazionale. Nei confronti del Presidente e dei Consiglieri Regionali e Provinciali i poteri di iniziativa sono della Direzione Nazionale.

Il Direttivo Regionale formalizza la contestazione di addebiti all'associato, che ha tempo venti giorni dalla ricezione della contestazione per presentare propri scritti difensivi e documenti. Egli può avvalersi di un legale e può chiedere di essere sentito o che siano sentite persone informate dei fatti. Il collegio giudicante, sulla scorta degli atti, convocherà  le parti per la contestazione degli addebiti.

Entro novanta giorni dalla comunicazione di attivazione del procedimento il Collegio giudicante deve esprimere il proprio parere ed irrogare l'eventuale sanzione disciplinare.

L'associato può interporre appello inoltrandolo al Presidente Nazionale. L'appello non interrompe l'eventuale provvedimento.

L'inosservanza dei modi e tempi prescritti nei comma precedenti determina infrazione disciplinare che sarà  sottoposta a giudizio della Presidenza Nazionale.


art. 7 sanzioni disciplinari

Le sanzioni irrogabili sono:

a. l'ammonizione che consiste nella diffida;

b. la censura che consiste in una dichiarazione di biasimo scritta;

c. la sospensione che consiste in una temporanea sospensione dall'Associazione;

d. la sospensione dall'Albo Nazionale

e. la pena pecuniaria nella misura max di ‚¬. 300,00

e. la radiazione che consiste nell'espulsione definitiva dall'«Associazione» .

Costituisce motivo di sospensione disciplinare dall'«Associazione» la violazione di uno o pi๠doveri stabiliti dal Codice Deontologico e dallo statuto Regionale e Nazionale. La sospensione ha durata massima di sei mesi.

La sanzione disciplinare è comminata in proporzione alla gravità  della violazione e all'entità  dei danni cagionati all'Associazione o agli associati.

La sospensione cautelare è a tempo determinato e non può essere superiore a un anno. Il socio radiato non potrà  essere riammesso all'AIMCB per anni 3.

I soci che si rifiutano di corrispondere la pena pecuniaria entro 60 giorni dal verbale, saranno sospesi dall'Associazione. Se entro i 6 mesi massimi di sospensione non corrisponderanno la somma dovuta, saranno radiati dall'AIMCB.


art. 8 Disposizioni finali

Le norme deontologiche contenute nel presente codice sono vincolanti: la loro inosservanza è punibile il procedimento disciplinare di cui all'art. 6 del presente regolamento.




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